FAMA
AGLI ALBANESI LA SAPIENZA DEGLI ANTICHI MESTIERI
Muretti a secco e restauri: così gli albanesi hanno
“salvato” i mestieri che stanno scomparendo
Lunedì 3 novembre (ore 12:00) nella sala convegni dell’ex Convento
dei Teatini la presentazione dei risultati del progetto comunitario
Riqualificare professionalmente i cittadini albanesi residenti in Puglia ed in particolare nel Salento attraverso un percorso integrato di formazione delle competenze nella lavorazione della pietra a secco e del restauro urbano. Questo l’obiettivo di Fama (Formazione degli Albanesi in Mestieri Antichi), progetto finanziato con fondi europei i cui risultati saranno presentati nel corso di una conferenza stampa in programma lunedì 3 novembre alle ore 12:00 presso la sala convegni dell’ex Convento dei Teatini dal vicesindaco e assessore alla Cultura, Politiche Comunitarie e Fascia Costiera Adriana Poli Bortone, dal dirigente del settore Programmazione e Gestione delle Risorse Comunitarie Giuseppe Naccarelli, dall’assessore alle Politiche Ue ed Agricoltura della Provincia di Lecce Cosimo Durante e dal presidente della Scuola Edile di Lecce Nicola Oronzo Delle Donne. E’ prevista inoltre la proiezione di un filmato che illustrerà i vari percorsi del progetto ed in particolare i lavori di restauro realizzati nel “cantiere scuola” con la testimonianza degli allievi del corso.
L’anima del progetto Fama è stata, da un lato, quella di dare valore agli antichi mestieri del Salento ed in particolare quello di Operatore delle Costruzioni di Muretti a Secco e quello di Tecnico del Restauro Urbano e, dall’altro, quella di migliorare l’inclusione sociale degli immigrati albanesi attraverso un percorso orientato al rafforzamento di competenze professionali che stanno scomparendo. Partner del progetto sono il Comune di Lecce (lead partner), la Provincia di Lecce, la Scuola Edile di Lecce e l’Agenzia per il Patrimonio Culturale Euromediterraneo per la parte italiana, il Ministero del Lavoro, Affari Sociali e delle Pari Opportunità della Repubblica di Albania e l’Università di Tirana per la parte albanese.
L’ufficio Stampa