La festa, risalente al XVI secolo, fu sospesa nel 1640 e ripristinata nel 1658, quando la leggenda vuole Sant'Oronzo liberatore dei leccesi dalla peste. In tale occasione, venne donata dai Brindisini la parte superiore di una delle due colonne poste al termine della via Appia nel porto di Brindisi, per onorare il Santo cui avevano fatto voto affinché li salvasse dall'epidemia. La colonna doveva servire da basamento per la statua in bronzo di Sant'Oronzo, che tuttora domina l'omonima piazza leccese. Nello stesso anno si aggiunse il patronato di San Fortunato.
Nei quattro giorni di festa le vie del centro si riempiono di centinaia di bancarelle che offrono soprattutto prodotti artigianali e locali. Bellissime le ricche luminarie che decorano e le principali strade cittadine. Concerti bandistici e di musica leggera e, per concludere, un suggestivo spettacolo di fuochi d'artificio rendono la festa di sant' Oronzo un evento atteso dai leccesi e da tutti i salentini.
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