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Territorio - Immagine del Titolo del Canale

Ambiente e Natura - Parco Naturale Rauccio

 

Parco Naturale Rauccio

 

Coord. del Progetto P.T.T.A.: Arch. Fernando Bonocuore
Sindaco: Dott. Paolo Perrone
Vice Coordinatore: Dott. Fabio Ippolito
Assessore all'Ambiente: Avv. Giovanni Garrisi
Funzionario Uff. Ambiente: Geom. Aldo Cannillo
Coordinatore U.T.C.: Ing. Piergiorgio Solombrino
WWF Sezione di Lecce: Prof. Vittorio De Vitis
Logo di: Giovanni Piconte

PERCORSI

 Il Parco Regionale Bosco e Paludi di Rauccio è uno spaccato del tipico paesaggio rurale salentino in cui rimangono evidenti segni di speciali vicende della umanizzazione del paesaggio.
L'incalzare in vari periodi di scorribande e invasioni da parte dei Turchi, culminate poi nell'eccidio di parte della popolazione di Otranto, nel XV secolo, determinò un grave stato di insicurezza e di spopolamento delle campagne con conseguenti crisi economiche.
Per ovviare a queste crisi si verifica l'insorgere di strutture edilizie difensive e di specifiche Opere di Fortificazioni particolarmente espresse dalle Torri.
Se lungo le coste salentine vengono disseminate le torri, nelle campagne si ritrovano le masserie fortificate collegate ad un Sistema di centri murati d'entroterra (vedi castello e mura di Lecce). Questo sistema difensivo, mai utilizzato per gli scopi originari, risulterà quasi superfluo e resterà nei secoli successivi a dare forma al territorio e a documentare vecchi timori e disusate minacce.
Il territorio compreso nel Parco ha ancora i segni di questa trasformazione delle strutture insediative, difatti lungo la costa si ritrovano Torre Rinalda (XVI sec. diruta) e Torre Chianca ed all'interno masserie Turrite (masseria Il Barone Vecchio XVI sec. metà) e masseria Rauccio (XVII sec).
Di questa si conservano, anche, la Torre colombaia e un rudere della Cappella. Del recinto e dei rustici non rimane alcuna traccia anche perché in seguito alla Riforma Fondiaria sono state aperte alcune strade interpoderali modificando notevolmente il territorio circostante.
La Riforma fondiaria interessò la Masseria di Rauccio che aveva circa 850 ettari di terreno che comprendevano però il 58.8%di palude e pascolo cespuglioso. La Masseria quotizzata per il 19%, fu assegnata a 324 coloni esistenti al momento dell'esproprio.
La Riforma fondiaria interessò la Masseria di Rauccio che aveva circa 850 ettari di terreno che comprendevano però il 58.8%di palude e pascolo cespuglioso. La Masseria quotizzata per il 19%, fu assegnata a 324 coloni esistenti al momento dell'esproprio. 

Nell'area non sono state rinvenute tracce di frequentazione antica tranne una traccia di centuriazione romana che è visibile su alcuni terreni adiacenti alla area del Parco a dimostrazione della destinazione agricola dell'area sin dai tempi passati.
"Vivere" il Parco significa pertanto scoprire i suoi tesori più nascosti ed interessanti attraverso le numerose e differenti possibilità che sono offerte a tutti e che consentono quindi di poter realizzare una visita distensiva, ma anche culturalmente vivificante.
Esistono infatti degli interessanti sentieri per i quali saranno predisposte delle apposite guide, anche di tipo sensoriale (audiocassette e mappe tattili). All'interno del territorio del Parco si snodano 4 percorsi Tematici principali: 

Botanico Faunistico Idrologico Storico-culturale Il percorso botanico

Il percorso botanico, che si articola in 8 punti di sosta, mostra i vari ecosistemi del Parco. Inizia, infatti, dalla Lecceta, e si inoltra nel bosco attraverso un sentiero che lo percorre ed in cui si osservano alcune specie: la periploca maggiore e la cannuccia di palude. Il percorso continua attraversando la steppa salata e gli stagni temporanei inondati della Specchia di Milogna.
Poi nell'ultima parte il percorso mostra le distese di salicornia e le orchidee palustri fino ad arrivare agli stagni retrodunali e alle dune.

Il percorso faunistico
Il percorso attraversa l'intero territorio del Parco e individua i luoghi migliori per le osservazioni faunistiche, per la presenza concomitante di ambienti diversi. Lungo il cammino vi sono anche dei capanni di osservazione e qui si potranno osservare uccelli migratori, rapaci, come il falco di palude, uccelli di ripa, etc.

Il percorso idrologico
Il percorso si intreccia con i punti Wetlands e si svolge attraverso tre linee
­ Gli ajsi
­ La palude
­ Le sorgenti dell'Idume - area umida - bacino artificiale Idume

Il percorso storico - culturale
Il percorso storico/culturale, da effettuare in bicicletta, prevede 4 punti di sosta, le masserie le pagghiare e la torre costiera. Il percorso termina con una visita alla vicina Abbazia di Santa Maria di Cerrate - Museo delle Tradizioni Popolari.

LA VEGETAZIONE
Il Parco di Rauccio si estende complessivamente per 625 ha comprendendo un bosco a lecceta di circa 18 ha, una zona umida di circa 90 ha, due bacini costieri (Idume e Fetida) di circa 4 ha complessivi, realizzati insieme con i tre canali (Rauccio, Gelsi e Fetida) per la bonifica dei terreni e la confluenza delle acque di risorgiva. La restante parte del territorio è occupata da lembi di macchia mediterranea, di gariga e da ampie aree agricole con colture orticole ed arboree e aree incolte prevalentemente utilizzate per il pascolo del bestiame. Il tratto di costa interessato è di circa 4 Km. Si tratta quindi di un campionario di ambienti particolarmente diversificato che si arricchisce ancora di più con la presenza di micro e macrohabitat di rilevante interesse naturalistico.

 L’attuale aspetto della vegetazione spontanea è il risultato delle profonde e secolari interazioni tra le trasformazioni indotte dall’uomo, per l’utilizzo a fini agricoli ed edificatori del terreno ed il continuo adattamento della vegetazione naturale al mutare delle condizioni ambientali. Accade così che, accanto a fenomeni di diffusione di specie infestanti, che colonizzano ambienti oramai degradati ed impoveriti nella loro originaria componente floristica, sopravvivono preziose realtà botaniche e tesori naturalistici che rendono il sito di Rauccio rilevante dal punto di vista della conservazione e della rinaturalizzazione.

Il censimento della flora, effettuato in più riprese dal Laboratorio di Botanica sistematica ed Ecologia vegetale del Dipartimento di Biologia dell’Università degli studi di Lecce con la collaborazione del WWF di Lecce, ha consentito di ottenere un elenco di 584 specie suddivise in 338 generi e 81 famiglie.

I BACINI E I CANALI DI BONIFICA 
 Il bacino costiero "Idume", il piccolo bacino "Fetida" ed i tre canali di bonifica (Rauccio Gelsi e Fetida) sono stati realizzati per facilitare il flusso in mare delle acque che ristagnavano lungo la fascia retrodunale.
Il sistema idrico superficiale è, quindi, di origine artificiale, ma si è andato rinaturalizzando spontaneamente nel corso degli anni.
E’ caratteristica una vegetazione idrofitica sommersa e fluttuante rappresentata dalla brasca pettinata (Potamogeton pectinatus L.) e dall’erba da chiozzi cirrosa (Ruppia cirrhosa Grande).

LA MACCHIA MEDITERRANEA 

 Si tratta di formazioni arbustive di tipiche sclerofille mediterranee, localizzate nell’area boschiva e in piccoli altri lembi dell’area Parco, residui dell’antica copertura vegetazionale macchiosa. Tra le specie che la identificano predominano il lentisco (Pistacia lentiscus L.) ed il mirto (Myrtus communis L.). Vi è, inoltre, un’elevata presenza di altre specie caratteristiche della flora eliofila e termofila mediterranea, quali alaterno (Rhamnus alaternus L.), gnidio (Daphne gnidium L.), fillirea (Phillyrea latifolia L.), pruno selvatico (Prunus spinosa L. F).


LITORALE SABBIOSO

 Si estende per una lunghezza di circa 4 Km. Di particolare rilievo il cordone dunale in quanto habitat in grande pericolo di scomparsa per l’elevata pressione antropica e per l’erosione costiera. La tipica vegetazione psammofila è costituita da specie adattate a severe condizioni di insolazione, a forti escursioni termiche e a salinità più o meno elevata. Sulla spiaggia, a causa del disturbo antropico, sono presenti pochissimi e isolati esemplari di ravastrello marittimo (Cakile marittima Scop.) e salsola erba cali (Salsola kali L.), vegetazione annuale pioniera a carattere alonitrofilo. Alla base dell’avanduna la gramigna delle sabbie (Sporobolus pungens Kunth) e la gramigna delle spiagge (Agropyron junceum (L.) Beauv. contribuiscono, con il loro sviluppato apparato radicale, alla formazione delle dune embrionali. La cresta delle dune è stabilizzata da specie quali lo sparto pungente (Ammophila littoralis Rothm.), la pastinaca di mare (Echinophora spinosa L.), il convolvolo marittimo (Calystegia soldanella R. Br.), la calcatreppola marittima (Eryngium maritimum L.) ecc.

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