Il 14 luglio 2026, nell’ambito dell’iniziativa promossa dalla Conferenza dei Garanti territoriali delle persone private della libertà dedicata al tema del carcere e alle principali criticità che attraversano oggi il sistema penitenziario, la Garante dei diritti delle persone private della libertà personale della Città di Lecce, professoressa Maria Mancarella, è stata nel Carcere di Lecce, ed ha ascoltato detenuti e detenute, ha parlato con gli agenti della polizia penitenziari, con i medici e gli operatori che lavorano nel carcere.
"Il 14 luglio 2026 - ha dichiarato la Garante - nell’ambito dell’iniziativa promossa dalla Conferenza dei Garanti territoriali delle persone private della libertà dedicata al tema del carcere e alle principali criticità che attraversano oggi il sistema penitenziario, sono stata nel Carcere di Lecce, ho ascoltato detenuti e detenute, ho parlato con gli agenti della polizia penitenziaria, con i medici e gli operatori che lavorano nel carcere.
L’ascolto delle persone detenute e i momenti di confronto collegati hanno confermato quanto da tempo come Garante cittadina vado affermando relativamente ad alcune criticità, la cui soluzione non può più essere rinviata: sovraffollamento, tutela della salute fisica e mentale, prevenzione di episodi di autolesionismo e suicidio, adeguatezza di spazi e servizi, rafforzamento di istruzione, lavoro e formazione come strumenti centrali del percorso rieducativo e del reinserimento sociale.
Se il carcere è un indicatore della qualità democratica di un Paese, garantire diritti, dignità e sicurezza, per chi vive e per chi lavora negli istituti, è un dovere costituzionale. È necessario, pertanto, come sottolinea la Conferenza dei Garanti territoriali, richiamare l’urgenza di interventi strutturali e di un approccio che unisca responsabilità istituzionale, trasparenza e monitoraggio continuo.
Nel contesto dell’istituto di Lecce, la visita del 14 luglio mette in particolare evidenza la situazione sanitaria in carcere come uno degli snodi più delicati per garantire la legalità e la dignità della detenzione.
Un primo elemento riguarda la tempestività delle visite e la continuità delle terapie: in carcere, eventuali ritardi nell’accesso a medico di base, specialisti, esami diagnostici o farmaci possono trasformare condizioni trattabili in situazioni critiche.
Una parte rilevante del fabbisogno sanitario è connessa a salute mentale e dipendenze. È essenziale monitorare la presenza e accessibilità di supporto psicologico e psichiatrico; la gestione di situazioni di fragilità (isolamento, crisi acute, doppia diagnosi); i protocolli di prevenzione di autolesionismo e suicidio, inclusa la presa in carico multidisciplinare.
Un tema determinante è, infine, l’adeguatezza dell’organico, in particolare di quello sanitario, al fine di garantire il soddisfacimento dei bisogni ordinari e non solo le urgenze".