Alcuni brani nascono per chiedere protezione, accompagnare il rito, dare voce a paure e speranze. Il “Barocco Festival Leonardo Leo” supera per questo appuntamento i confini provinciali di Brindisi e approda domenica 20 settembre alle ore 20 a Lecce, capitale del Barocco, nella chiesa di San Matteo, con “Sacre vertigini. La musica per le cappelle del Sud Italia”. Un viaggio nella devozione meridionale tra Seicento e Settecento, quando chiese, cappelle e confraternite erano insieme luoghi di culto e centri di produzione musicale. La musica accompagnava il servizio divino, sosteneva la pietà popolare.
Protagonista La Confraternita de’ Musici, con Cosimo Prontera alla direzione, all’organo e al cembalo, insieme alle voci di Stefano Guadagnini, Antonello Dorigo, Giuseppe Cacciapaglia e Francesco Masilla. Il programma, per buona parte inedito, attraversa la produzione sacra di Francesco Feo, Nicolò Veneziano, Nicola Porpora, Pasquale Cafaro e Leonardo Leo, affiancandola alla scrittura strumentale di Pietro Marchitelli.
Nel Sud Italia la devozione religiosa lascia una traccia imponente nel paesaggio. Già nel Seicento i viaggiatori annotano nei loro taccuini un numero straordinario di chiese, conventi e cappelle. Guerre, carestie e terremoti rendono ancora più forte il bisogno di protezione e moltiplicano culti, pratiche religiose e devozioni ai santi. In questo sistema la musica entra nel rito, accompagna la liturgia e dà forma collettiva a sentimenti di vita quotidiana.
Le Cappelle e le Confraternite diventano luoghi decisivi della produzione musicale. Le composizioni nascono per una funzione precisa, ma il loro valore supera il servizio liturgico: mottetti, salmi, litanie e magnificat traducono la spiritualità in architetture vocali e strumentali, alternando raccoglimento e slancio, intimità e magnificenza. La devozione popolare incontra una scrittura colta che ne amplifica la forza e costruisce intorno alla parola sacra uno spazio emotivo più ampio.
È qui che “Sacre vertigini” trova il proprio centro. Feo, Veneziano, Porpora, Cafaro e Leo appartengono a una stagione nella quale la musica sacra del Mezzogiorno raggiunge una grande ricchezza di forme e linguaggi. Le voci si sovrappongono, dialogano con gli archi e trasformano il testo religioso in movimento, tensione e luce. Accanto alla produzione vocale cresce, tra la fine del Seicento e l’inizio del Settecento, una vivace scuola violinistica. Napoli, sempre più inserita nei circuiti culturali europei, offre ai musicisti spazi e istituzioni di altissimo livello, a partire dalla Real Cappella. Emblematica è la figura di Pietro Marchitelli, primo violino dell’istituzione, la cui abilità impressionò persino Arcangelo Corelli durante il soggiorno napoletano del 1702. Il racconto tramandato da Charles Burney restituisce l’immagine di una città nella quale la qualità degli strumentisti aveva raggiunto livelli capaci di sorprendere uno dei più grandi violinisti europei. La chiesa di San Matteo offre a “Sacre vertigini” uno spazio nel quale voci, archi, organo e architettura tornano a partecipare della stessa tensione tra devozione e meraviglia.
Lecce - Domenica 20 settembre, ore 20.00
Chiesa di San Matteo
Ingresso libero
Info: 3470604118