
Il sindaco di Lecce, Adriana Poli Bortone, a nome dell’amministrazione
comunale e dell’intera comunità cittadina, esprime profondo dolore e
ferma condanna per la morte di Sako Bakari, vittima di una violenza
brutale che ferisce non solo Taranto, ma tutta la Puglia e l’intero Paese.
Sako Bakari è stato ucciso a Taranto all’alba di sabato 9 maggio 2026,
mentre si recava al lavoro nelle campagne di Massafra.
Una vita
dignitosa spezzata per motivi futili, inutili, inaccettabili. Una
violenza cieca che, nella sua brutalità, assume il volto intollerabile
di una caccia allo straniero, di un odio verso chi viene percepito come
diverso, di un disprezzo assoluto per il valore della vita umana.
"Di fronte a una vita spezzata in modo così atroce non possono esserci giustificazioni, attenuanti morali o silenzi. La violenza contro un essere umano è il segno ultimo di una crisi profonda dei valori fondamentali della convivenza civile: il rispetto, l’empatia, la cura, la responsabilità verso gli altri.
Quanto accaduto a Taranto ci riguarda tutti, non è un fatto lontano, non è una tragedia che possiamo consegnare soltanto alla cronaca o alla giustizia. È il segno di una fragilità sociale, educativa e morale che chiama in causa ciascuno di noi: le istituzioni, la scuola, le famiglie spesso lasciate sole, le comunità educanti, le associazioni, i luoghi di aggregazione, gli esercizi pubblici, dal gestore di un bar a ogni cittadino che vive e attraversa quotidianamente i nostri quartieri.
La Città di Lecce rifiuta ogni forma di odio, razzismo, sopraffazione e disprezzo della vita umana. Quanto accaduto impone a tutte le Istituzioni, alle famiglie, alla Scuola, all’Università, alle comunità educanti e alla società civile una riflessione non più rinviabile: non basta condannare la violenza quando esplode, occorre prevenirla ogni giorno, attraverso l’educazione al rispetto, alla legalità, alla dignità di ogni persona.
Come Istituzioni abbiamo il dovere di educare, ascoltare, intercettare il disagio prima che diventi abbandono, rabbia, odio, violenza. Ma questa responsabilità non può essere solo delle Istituzioni: è una responsabilità condivisa, che appartiene all’intera comunità. La solidarietà non è un sentimento astratto, ma una pratica quotidiana fatta di attenzione, presenza, cura, capacità di non voltarsi dall’altra parte.
Per questo, con ordinanza 1174 del 14/05/2026, il sindaco Poli Bortone
proclama il lutto cittadino nella Città di Lecce per la giornata di venerdì 15 maggio 2026, in segno di cordoglio, vicinanza alla
famiglia di Sako Bakari, alla comunità maliana, alla città di Taranto e
a tutte le persone che ogni giorno subiscono discriminazioni, paura e
marginalità.
In tale giornata le bandiere degli edifici comunali saranno esposte a
mezz’asta e l’Amministrazione invita la cittadinanza, le scuole, le
associazioni, le attività economiche e le istituzioni del territorio a
osservare un minuto di silenzio e a promuovere momenti di riflessione
sul valore della vita, sul contrasto al razzismo e sulla responsabilità
collettiva nella costruzione di comunità più giuste e umane.
Bakari non può diventare solo un nome dentro una cronaca tragica. La sua
morte deve scuotere le coscienze di tutti noi. Ai nostri ragazzi
dobbiamo parlare, con verità e senza paura: insegnare che la vita
dell’altro vale quanto la nostra, che nessuno può essere bersaglio di
odio, che una comunità è davvero civile solo quando protegge ogni
persona. Lecce si stringe nel dolore e afferma con forza che non c’è
futuro senza umanità, senza solidarietà, senza responsabilità condivisa.