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Tutela della fauna marina: l'assessore Andrea Guido, invita a fermare la cattura di granchi, pesci e meduse sulle spiagge

granchi

L'Assessore alla Salute e al Benessere degli Animali, Andrea Guido, invita a fermare la cattura di granchi, pesci e meduse sulle spiagge: «Non è un gioco, è una sofferenza invisibile. Rischio di sanzioni penali».

Lecce 03/07/2026 – Con l'inizio della stagione balneare, le nostre spiagge tornano a riempirsi di famiglie e bambini. Purtroppo, si rinnova anche un’abitudine diffusa ma inaccettabile: la cattura di piccoli animali marini come pesci, granchi, meduse e molluschi, imprigionati nei secchielli da spiaggia.

Su questo tema interviene con fermezza l’Assessore alla Salute e al Benessere degli Animali, Andrea Guido, lanciando un appello accorato a genitori, residenti e turisti.

"È tempo di dire basta - dichiara l’Assessore Andrea Guido -. Per troppi bambini, spesso purtroppo tollerati o incoraggiati dai genitori, la spiaggia diventa un luogo di battaglia e di sofferenza per le creature marine. Mettere questi animali nei secchielli non è un gioco innocente, è una crudeltà che non possiamo più ignorare".

Una prigione d'acqua: i rischi per gli animali
Le piccole creature catturate sul bagnasciuga vanno incontro a una morte lenta e dolorosa per ragioni precise che l'Assessorato intende monitorare e prevenire:

Shock termico: L'acqua nei secchielli sotto il sole si scalda in pochissimi minuti, superando i limiti di tolleranza biologica delle specie.

Asfissia: La scarsa quantità d'acqua si priva rapidamente di ossigeno, portando al soffocamento.

Traumi e stress: La manipolazione e la convivenza forzata in spazi minimi causano ferite e stress letali.

"In questo modo - prosegue l’Assessore Guido - non stiamo educando i nostri figli al rispetto della vita. Stiamo trasmettendo il messaggio errato che gli esseri viventi siano oggetti da catturare e tormentare per il proprio intrattenimento. Un secchiello non è una casa, è una prigione di sofferenza".

Cosa rischia chi viola la legge: le sanzioni penali
L'Assessorato ricorda che la tutela della fauna marina non è solo un dovere morale, ma un obbligo di legge. Gli animali marini godono delle medesime tutele giuridiche degli animali di terra. La loro detenzione nei secchielli può configurare reati puniti dal Codice Penale:

 Art. 544-ter (Maltrattamento di animali): Punisce chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona una lesione a un animale o lo sottopone a sevizie, con la reclusione da uno a tre anni o con la multa da 10.000 a 60.000 euro.

 Art. 727 (Detenzione incompatibile): Prevede l'arresto fino a un anno o l'ammenda da 5.000 a 10.000 euro per chiunque detenga animali in condizioni incompatibili con la loro natura e produttive di gravi sofferenze.

"Tenerli sotto il sole in pochissima acqua configura una vera e propria tortura che porta quasi sempre alla morte", specifica Guido.

Vademecum per un'estate consapevole: cosa fare in spiaggia
L'Assessorato, in collaborazione con le associazioni del territorio - tra cui ATA PC Lecce Odv -, invita la cittadinanza a seguire tre semplici regole di civiltà:

1. Educare all'osservazione: Spieghiamo ai bambini che il mare è la casa degli animali e che la bellezza della natura si scopre osservandola, senza toccarla o catturarla.

2. Intervenire con gentilezza: Se notiamo dei bambini intenti a riempire i secchielli, avviciniamoci con empatia. Chiediamo loro se sanno come si sentono quelle piccole creature e invitiamoli a liberarle insieme.

3. Informare i genitori: Ricordiamo agli adulti quali sono le leggi vigenti e che queste pratiche violano gravemente il benessere animale.

"Proteggere la vita, anche quella più piccola e spesso trascurata dei nostri fondali, è un segno di civiltà e di maturità della nostra comunità. Invitiamo tutti a condividere questo appello e ad aiutarci a far crescere la consapevolezza", conclude l'Assessore Andrea Guido.

Ultimo aggiornamento: 06 luglio 2026